Le Leggende.
Ascolta la voce di una terra antica. Dove la realtà sfuma nel mito e ogni pietra ha una storia da sussurrare.
Il Morso della Tarantola

Nelle campagne del Salento, il morso della tarantola non era solo veleno fisico, ma un male dell'anima, una profonda malinconia che colpiva soprattutto le donne.
L'unica cura era la musica. Al ritmo incalzante dei tamburelli e dei violini, le 'tarantate' entravano in una trance frenetica, ballando per ore o giorni fino allo sfinimento.
Questa danza terapeutica, oggi nota come Pizzica, era un rituale collettivo di guarigione e rinascita, un esorcismo musicale per liberarsi dal 'male di vivere'.
La Sirena Leucasia

Si narra che Leucasia, una bellissima sirena dalla pelle bianca, si innamorò perdutamente del pastore Melisso. Ma il cuore del giovane apparteneva già ad Aristula.
Follemente gelosa, la sirena scatenò una tempesta che travolse i due innamorati, uccidendoli. Pentita del suo gesto, Leucasia si pietrificò dal dolore.
Oggi i tre protagonisti vivono in eterno nella pietra: Melisso e Aristula sono le due punte del golfo (Punta Meliso e Punta Ristola), e la sirena è la bianca città di Santa Maria di Leuca che le abbraccia.
Lu Rusciu te lu Mare

Dietro le note del più celebre canto popolare salentino si cela una tragedia d'amore ambientata a Gallipoli.
È la storia dell'amore impossibile tra una nobildonna e un soldato, divisi dallo status sociale e dal destino avverso.
Il 'rusciu' (rumore) del mare non è solo il suono delle onde, ma il lamento eterno dei due amanti che, non potendo vivere il loro amore in terra, lo affidarono per sempre al mare.
La storia continua...